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Prospettive di mercato

Diminuzione della prima ondata pandemica in Europa – ma nessun segnale di cessata emergenza sui mercati finanziari

Commento del CIO, lunedì 4 maggio 2020

Dr. Sandro Merino, Chief Investment Officer
Dopo le perdite sul mercato azionario statunitense dello scorso venerdì sera, oggi anche i mercati azionari europei hanno aperto nettamente al ribasso. Nelle ultime settimane la situazione epidemiologica è notevolmente migliorata in molti paesi europei. In Europa il quadro non è più paragonabile a quello ancora molto critico degli Stati Uniti, tuttavia l’ulteriore sviluppo della pandemia rimane molto incerto anche per l’Europa. L’ingenuo ottimismo è quindi fuori luogo, oltre che estremamente rischioso per l’economia. I mercati finanziari sembrano indicare questo, oggi. La possibilità di una seconda ondata pandemica e l’erogazione spesso lacunosa degli aiuti finanziari di fatto promessi rappresentano attualmente i maggiori rischi per i mercati finanziari.

A maggio, per quanto riguarda l’epidemia, in cima all’agenda europea vi saranno l’estensione dei test e il tracciamento sistematico delle catene di infezione. Dopo «lock-down», ora la parola chiave è «track and trace». In alcuni paesi europei saranno presto introdotte le tanto discusse app per la valutazione individuale del rischio di contagio. Il ministro della sanità britannico, Matt Hancock, ha visto la sua poltrona vacillare pericolosamente per non essere riuscito a portare rapidamente il numero di test giornalmente effettuati a 100 000. Venerdì Hancock ha tuttavia potuto annunciare addirittura un netto superamento dell’obiettivo. Grazie ai 50 centri di test «drive-through» in tutto il paese e alle unità mobili per l’«home-testing», anche nel Regno Unito questo aspetto della lotta alla pandemia sta guadagnando terreno.

Quale sia la strategia più ragionevole relativamente al numero dei test per consentire il «track and trace» rimane tuttavia una questione complessa. Vengono pertanto effettuati molti confronti riguardo all’attività dei test in diversi paesi, spesso non del tutto plausibili. Secondo l’UFSP, in Svizzera, dei 280 220 test complessivamente effettuati, sono risultati positivi circa il 13 %. Essendo alcune persone state sottoposte al test più volte, da questo 13 % di test positivi non risultano direttamente i circa 29 900 casi di contagi confermati. Assumendo che la popolazione della Svizzera sia composta da circa 8,6 milioni di persone, ne deriva che circa il 3 % della popolazione è stato sottoposto a test almeno una volta. Tuttavia, da ciò non è lecito concludere che un campione casuale porterebbe anche in Svizzera al 13 % dei casi, il che è anzi piuttosto improbabile poiché i test effettuati sono stati spesso eseguiti su persone appartenenti alle categorie più a rischio, ad esempio in ospedali. Il «campione casuale» adottato era dunque tutt’altro che casuale.

A fornire ulteriori elementi saranno i test più specifici relativi agli anticorpi, ad esempio quello presentato questa settimana da Roche in tutto il mondo. Essi permettono di determinare quante persone sono già entrate in contatto con il coronavirus. Tuttavia, sarebbe una grande sorpresa se il coronavirus si fosse già ampiamente diffuso passando inosservato, con un numero elevato di persone infette rimaste asintomatiche. Un’altra questione ancora da chiarire riguarda la frequenza e la durata della presunta immunità riconducibile alla presenza di anticorpi.

A nostro avviso è poco plausibile aspettarsi la buona notizia dell’immunità di gregge. Occorrerebbe che circa il 60 % della popolazione abbia sviluppato un’immunità duratura. La già avviata discussione pubblica sui passaporti di immunità potrebbe essere del tutto inadeguata per la situazione reale. Le prossime settimane forniranno in ogni caso informazioni più affidabili sull’effettiva diffusione del virus. I mercati azionari sembrano quindi valutare in maniera critica sia la difficile situazione negli Stati Uniti, sia la questione relativa agli effetti delle misure di allentamento.

Andamento dei mercati azionari

Oggi, lunedì, i mercati azionari globali aprono con nette perdite. Quelli europei sono attualmente al ribasso del 3,75 % circa. Anche l’indice svizzero SMI è in flessione del 2,25 % circa. Per i mercati azionari statunitensi, dopo le perdite di venerdì, anche oggi è attesa un’apertura negativa dell’1 % circa. A seconda dell’indice (Dow Jones / Standard & Poor’s 500), le azioni statunitensi hanno attualmente perso circa il 13-17 % da inizio anno, quelle europee circa il 25 %, quelle svizzere circa l’11 % e quelle cinesi (indice CSI 300) circa il 5 % (tutte le cifre al 4.5.2020, ore 12.00 circa, ora di Basilea, oscillazioni di mercato da inizio anno, valutate in CHF).

Sebbene anche noi riteniamo che questa fase sia molto incerta e ad alto rischio per la strategia d’investimento, il perdurare di tassi ancora estremamente bassi e l’inflazione molto contenuta sostengono nel medio termine le prospettive delle azioni. Pertanto confermiamo la nostra ponderazione tattica neutra della quota azionaria di ogni strategia d’investimento.


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