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Pensionamento

Nuove regole per gli averi di libero passaggio dal 2024: info utili

A settembre 2022 la popolazione svizzera ha accettato la riforma AVS 21, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2024. Se quasi tutti sanno che l’età di pensionamento delle donne salirà a 65 anni e che aumenterà l’imposta sul valore aggiunto, molti non conoscono i cambiamenti che riguardano l’ordinanza sul libero passaggio. Di seguito vi spieghiamo cosa è opportuno fare d’ora in poi.

Una donna si avvia rilassata al pensionamento grazie a una pianificazione intelligente della riscossione dei fondi previdenziali

In sintesi

  • Con l’entrata in vigore della riforma dell’AVS, al 1° gennaio 2024 viene adeguata anche l’ordinanza sul libero passaggio.
  • Dal 1° gennaio 2030, gli averi di libero passaggio si potranno prelevare come quelli del pilastro 3a.
  • Chi compie 65 anni dopo il 1° gennaio 2030 dovrà riscuotere i propri fondi di libero passaggio. Solo chi dimostra di proseguire l’attività lucrativa potrà rinviare la riscossione per un massimo di cinque anni.
  • Chi compie 65 anni tra il 2024 e il 2029 e cessa di lavorare potrà posticipare la riscossione fino al 31 dicembre 2029, ma comunque non oltre l’età di 70 anni.
  • Poiché si rischia di andare incontro a imposte più elevate, vale la pena pianificare per tempo ed eventualmente riorganizzare la riscossione dei propri fondi previdenziali.

Cosa sono gli averi di libero passaggio?

In Svizzera la maggior parte dei lavoratori dipendenti è obbligatoriamente affiliata alla cassa pensioni del datore di lavoro. Se si cambia azienda, l’avere viene trasferito alla cassa pensioni del nuovo datore di lavoro. Se invece una persona interrompe temporaneamente l’attività lucrativa, si trasferisce all’estero o avvia un’attività indipendente, deve lasciare l’attuale cassa pensioni e collocare il proprio avere presso una o due fondazioni di libero passaggio. In realtà gli averi di libero passaggio sono pensati come soluzione provvisoria e devono essere versati alla cassa pensioni del nuovo datore di lavoro. Spesso, tuttavia, vengono mantenuti fino al pensionamento, perché si possono investire e prelevare in modo più flessibile.

Come funzionava la riscossione degli averi prima della riforma?

In base alla vecchia legislazione, donne e uomini potevano scegliere liberamente di riscuotere i propri averi di libero passaggio anche dopo il raggiungimento dell’età di pensionamento AVS ordinaria; l’età massima era 69 anni per le donne e 70 per gli uomini. Il rinvio della riscossione garantiva un risparmio in termini di imposte sul reddito e sulla sostanza, poiché gli averi di libero passaggio sono esenti da imposte.

Cosa cambia adesso?

D’ora in poi gli averi di libero passaggio verranno trattati allo stesso modo di quelli del pilastro 3a:
Gli averi verranno riscossi tra i 60 e i 65 anni di età. Solo chi continua a esercitare un’attività lucrativa potrà rinviare la riscossione fino a 70 anni.

Qui è possibile consultare le disposizioni ufficiali.

In altre parole,

solo chi continua a esercitare un’attività lucrativa potrà scegliere di posticipare la riscossione dell’avere di libero passaggio, risparmiando così sulle imposte.

Fino a fine 2029 si applicherà una disposizione transitoria.

Cosa accadrà nel periodo 2024–2029?

Il testo originale della legge:

«Le persone che dovrebbero percepire le proprie prestazioni di vecchiaia secondo l’articolo 16 capoverso 1 nel periodo 2024–2029, in quanto raggiungono o hanno già raggiunto l’età di riferimento e non esercitano più alcuna attività lucrativa, possono differire la riscossione di queste prestazioni fino al 31 dicembre 2029, ma al massimo fino a cinque anni dopo il raggiungimento dell’età di riferimento.»

Anno di nascita 1959 e precedenti
Le regole rimangono invariate e si può rinviare la riscossione degli averi di libero passaggio fino all’età di 70 anni.
Anno di nascita 1960 e successivi
A partire dal 1° gennaio 2030, la persona interessata dovrà comprovare l’esercizio di un’attività lucrativa. Se cessa di lavorare, la riscossione degli averi di libero passaggio dovrà avvenire entro e non oltre i 65 anni.
Donne nate nel 1965
Gli averi di libero passaggio potranno essere riscossi solo dal 2025, una volta compiuti i 60 anni.

Risparmio fiscale grazie al prelievo scaglionato dei fondi previdenziali

Con una pianificazione intelligente della liquidazione dei fondi previdenziali, è possibile risparmiare sulle imposte.

Il ritiro dei fondi depositati su un conto di previdenza comporta il pagamento dell’imposta sulle prestazioni in capitale, che è progressiva come l’imposta sul reddito. Più fondi previdenziali vengono riscossi nel medesimo anno fiscale, maggiore è l’onere fiscale percentuale. La soluzione consiste nel prelevare gli averi di previdenza in modo scaglionato: così facendo si riduce la progressione e l’imposta sulle prestazioni in capitale è molto più contenuta.

Esempio di prelievo scaglionato

Alfred Müller, nato nel 1968, aconfessionale, celibe, domicilio fiscale a Basilea Città.

All’età di 65 anni, il signor Müller ha tre conti di previdenza e due conti di libero passaggio, oltre a una soluzione assicurativa in scadenza nel 2028. Sceglie di riscuotere gli importi previdenziali nell’arco di sei anni e paga così un’imposta sulle prestazioni in capitale inferiore a quella dovuta nel caso di un versamento unico, per un risparmio di 9100 franchi.

Fig.: Liquidazione una tantum o scaglionata dei fondi previdenziali nell’arco di sei anni. Il prelievo scaglionato consente un risparmio fiscale di 9100 franchi. Nota bene: il risparmio fiscale effettivo può variare.

La soluzione intelligente: scaglionare il prelievo su più anni e risparmiare sulle imposte

Vale la pena allestire un piano per il prelievo scaglionato degli averi di libero passaggio, soprattutto ora che questi ultimi devono essere riscossi nel medesimo periodo dei fondi accumulati nel 3° pilastro. Si sconsiglia di effettuare prelievi ingenti di averi del 3° pilastro negli anni in cui giungono a scadenza gli averi di libero passaggio.

Per effettuare un prelievo scaglionato è necessario disporre di più conti 3a (invece di uno solo) sui quali durante la fase di attività lucrativa sono stati effettuati versamenti regolari. Chi si intende di previdenza consiglia pertanto di aprire nuovi conti 3a su cui versare somme nel corso del tempo.

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