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È ora di parlare di soldi.

Cosa cambia con il «matrimonio per tutti» – e cosa no

Con il «matrimonio per tutti» le coppie dello stesso sesso possono sposarsi civilmente e sono equiparate a quelle eterosessuali. Tuttavia restano alcuni problemi irrisolti – come ad esempio la «penalizzazione del matrimonio», che incombe su tutte le coppie sposate con doppio reddito.

Domenica in Svizzera si è votato sull’opportunità di aprire il matrimonio anche alle coppie omosessuali. Gli elettori hanno deciso per il SÌ. Molti vedevano l’iniziativa come un ultimo doveroso passo verso la parità di trattamento. In ogni caso, è la logica prosecuzione del cammino imboccato nel 2007 con l’introduzione dell’unione domestica registrata. Ma cosa cambia, soprattutto sotto l’aspetto finanziario, con l’approvazione dell’iniziativa?

Ecco cosa cambia con il «matrimonio per tutti»

  • L’unione domestica registrata verrà abolita. Le coppie dello stesso sesso che hanno effettuato la registrazione potranno mantenerla oppure trasformarla in matrimonio.
  • La naturalizzazione del partner diventerà più facile
  • Le coppie omosessuali sposate potranno adottare un figlio insieme.
  • Le coppie di donne sposate avranno accesso alla medicina della procreazione (donazione di sperma) ed entrambe le partner godranno fin dall’inizio dello status di genitore.
  • Ora il regime considerato ordinario sarà quello della partecipazione agli acquisti (nell’unione domestica registrata era la separazione dei beni). Ciò agevolerà la pianificazione della successione: finora, infatti, per giungere a questo risultato i partner registrati dovevano stipulare una convenzione patrimoniale.
  • In caso di decesso di una delle partner, la partner superstite avrà diritto a una rendita per vedove dell’AVS se ha compiuto almeno 45 anni di età e il matrimonio è durato cinque o più anni oppure se la coppia ha uno o più figli.
  • In presenza di figli comuni, al coniuge superstite dello stesso sesso potrà ora essere assegnato un diritto di usufrutto su un immobile, analogamente a quanto previsto per le coppie eterosessuali.

Ecco cosa non cambia con il «matrimonio per tutti»

  • L’unione domestica registrata ha già posto rimedio a molti fattori di pregiudizio determinanti nell’ambito del diritto fiscale, successorio, in materia di mantenimento, di assicurazioni sociali e degli stranieri; a tale riguardo, in Svizzera le coppie dello stesso sesso godono dei medesimi diritti di quelle eterosessuali fin dal 2007.
  • Allo stesso modo, per i partner registrati era già possibile rappresentarsi reciprocamente nonché accettare o rifiutare provvedimenti medici in caso di incapacità di discernimento.
  • Tuttavia, il «matrimonio per tutti» non risolve alcune disuguaglianze che affliggono in senso generale il nostro sistema di previdenza.
  • Tra queste, ad esempio, il divario esistente tra le rendite erogate agli uomini e quelle – mediamente inferiori del 30% – versate alle donne.
  • Non cambia nulla neppure sul fronte della cosiddetta «penalizzazione del matrimonio», che già gravava sulle unioni registrate.

Penalizzazione del matrimonio – di cosa si tratta?

Quando si parla di «penalizzazione del matrimonio» ci si riferisce alla circostanza per cui in Svizzera, in molti casi, una coppia sposata con doppio reddito è soggetta a un’imposizione fiscale ben più elevata rispetto a quella applicata a due lavoratori che vivono in concubinato. Questo stato di cose è dovuto alla progressione fiscale, che aumenta con il crescere del reddito complessivo. Una disparità di trattamento che perdura da decenni sia a livello di imposte federali che in ambito cantonale. Negli anni Novanta, il Tribunale federale ha sentenziato che una differenza pari o superiore al 10% può essere considerata discriminatoria. Da allora, alcuni cantoni hanno adattato la propria legislazione fiscale, mentre altri no. Nelle fasce più abbienti, la penalizzazione delle coppie di coniugi rispetto a quelle di concubini aventi un reddito analogo può talvolta giungere al 50% o addirittura superarlo. Questa situazione incide sensibilmente anche a livello delle imposte federali.

La prossima votazione popolare è in vista

Per mitigare la «penalizzazione del matrimonio» sono stati messi in campo numerosi rimedi, come le deduzioni per coniugi con doppio reddito o i modelli di splitting. Ciò che manca, tuttavia, è una regolamentazione uniforme e valida a livello nazionale che si applichi anche ai cantoni e che elimini del tutto questa ingiustizia. Pertanto, all’inizio del 2021 è stata lanciata una nuova iniziativa per l’imposizione individuale. Dopo il «matrimonio per tutti», quindi, potremmo essere presto chiamati di nuovo a votare per un’ulteriore riforma che consenta alle coppie omosessuali – e anche a tutte le altre – di sposarsi senza svantaggi finanziari.

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